Gli impianti fotovoltaici realizzati sul tetto di casa, al pari di qualsiasi altra ristrutturazione edilizia, beneficiano di un’interessante agevolazione: le detrazioni fiscali del 50%. La detrazione spetta non solo per moduli e inverter, ma anche per l’eventuale sistema di accumulo installato insieme all’impianto.

Cioè: lo Stato, anzichè darti gli incentivi su tutta l’energia prodotta (come era con le vecchie tariffe incentivanti), ti dà la possibilità, “a conti fatti”, di dimezzare i costi dell’installazione “restituendo” a chi mette il fotovoltaico la metà delle spese sostenute. Attenzione però: la restituzione non avviene con bonifico o con liquidazione monetaria. La restituzione avviene sotto forma, e per mezzo, di sgravi fiscali ripartiti sui 10 anni successivi all’anno di installazione dell’impianto.

Il meccanismo della sgravio fiscale, o meglio: della “detrazione fiscale”, sembra complesso da capire per i non addetti ai lavori, ma in realtà è tutt’altro che difficile capirlo a fondo per poterlo sfruttare a proprio beneficio.

In questo articolo vediamo come funziona la detrazione fiscale per il fotovoltaico installato in ambito domestico-residenziale. Si: in “ambito domestico-residenziale” perchè questo tipo di agevolazione riguarda soltanto le persone fisiche (o condomini o soci di cooperative) contributori Irpef. Niente sgravi di questo tipo, quindi, per il fotovoltaico messo da aziende, società o attività commerciali. Per le aziende c’è la possibilità, dal 2016, di sfruttare il super ammortamento del 140% nel caso in cui l’impianto sia qualificato come bene “mobile”. Una nota dell’agenzia delle entrate aveva chiarito la questione: praticamente gran parte delle aziende possono beneficare del superammortamento del 140% sull’installazione del proprio impianto fotovoltaico. Il super ammortamento riguarda gli impianti fotovoltaici qualificati come beni “mobili” (che hanno coefficiente di ammortamento ordinario del 9%) mentre quelli assimilati agli immobili ne saranno esclusi (avendo coefficiente di ammortamento del 4%, inferiore alla soglia del 6,5%). Per approfondire sul super ammortamento: circolare Agenzia Entrate n. 4/E 30/03/2017.

Chi installa un impianto fotovoltaico, dunque, può usufruire delle detrazioni fiscali IRPEF per recuperare il 50% delle spese sostenute per la realizzazione dell’impianto. Lo sgravio fiscale pari al 50% delle spese rimane in vigore, a seguito di una ulteriore proroga, fino al 31 dicembre 2018.

Dopo questa scadenza la detrazione non scomparirà, ma potrebbe tornare ad essere del 36% come era prima quella riservata alle ristrutturazioni ed ai recuperi edilizi in ambito domestico.

La detrazione fiscale del 50% non è da confondere con quella del 65%

Queste detrazioni del 50%, che sono volte a sostenere le ristrutturazioni ed il fotovoltaico domestico, non sono da confondersi con le detrazioni fiscali del 65% (ex 55%) per il risparmio energetico. Queste del 65% valgono per gli impianti solari termici (no fotovoltaici) per la produzione di acqua calda e per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici (isolamenti, coibentazioni, serramenti, infissi, caldaie, pompe di calore, pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, ecc…).

In questo caso chi effettua i lavori per il risparmio energetico, dopo aver comprovato i lavori con una certificazione energetica, ha la possibilità di recuperare in 10 anni ben il 65% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 100 mila euro.

Dal 2016 anche gli interventi di Domotica beneficiano degli sgravi fiscali al 65 percento.

 

Come funzionano le detrazioni fiscali per impianti fotovoltaici

Vediamo come funziona nei dettagli il meccanismo di questo interessante sgravio fiscale.
Le detrazioni fiscali IRPEF previste per gli impianti fotovoltaici rientrano nel regime di detrazioni più generale previsto per tutti i “lavori di ristrutturazione e recupero edilizio”. Il fotovoltaico rientra tra le tipologie di interventi riconosciuti validi ai fini delle detrazioni fiscali 50 per cento IRPEF.

Per intenderci: le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, non ci sono da quest’anno. Ci sono da molto più tempo: si tratta delle detrazioni che fino a qualche anno fa molti conoscevano come “detrazioni del 36% per il recupero edilizio”. Dal 2013 la quote detraibile è passata dal 36% al 50% ed ogni anno è stata oggetto di proroga, fino all’anno in corso.

Quali sono le certezze in tema di sgravi fiscali e fotovoltaico?

detrazioni fiscali fotovoltaico

Sono quattro:

1) le detrazioni al 50% possono riguardare anche le realizzazioni degli impianti fotovoltaici domestici fino a 20 kW di potenza;

2) lo sgravio vale anche per chi installa i sistemi di accumulo su case già esistenti (si tratta, infatti, di interventi di efficientamento o ristrutturazione);

3) lo sgravio vale anche per gli impianti fotovoltaici nei condomini. In questo caso costi e benefici vengono ripartiti in millesimi, in base alla quote di proprietà dei condòmini. Questo nel caso in cui si tratta di impianti al servizio di utenze comuni;

4) per gli immobili a prevalente uso abitativo al beneficio delle detrazioni fiscali Irpef si aggiunge il beneficio dell’IVA agevolata al 10% anzichè al 22%.

Quindi, tutti coloro che hanno intenzione di realizzare un impianto fotovoltaico entro il 31 dicembre 2018, oltre a pagare l’IVA al 10% (come di consueto), possono detrarre dalle imposte IRPEF il 50% dei costi di realizzazione per i prossimi 10 anni, fino ad un massimo di 96.000 euro di spesa, inclusi altri eventuali lavori di ristrutturazione. La soglia dei 96mila euro è dunque il massimale detraibile.

Se si considera il solo fotovoltaico con o senza un sistema di accumulo a batterie, il massimale è più che sufficiente ad inglobare i costi di realizzazione di un impianto. Considerando il fatto che, in ogni caso, le detrazione è fruibile per tutti gli impianti fotovoltaici che non superano i 20 kw di potenza. Tutti gli impianti sopra ai 20 kw, infatti, vengono in genere considerati al pari di “attività commerciali”. Per questo i medi e grandi impianti non possono accedere a questo tipo di sgravio Irpef, riservato, come detto, ai soli impianti realizzati al servizio di casa o di piccole attività individuali (installati su edifici ad “uso promiscuo”).

In ogni caso la detrazione non viene fruita “tutta e subito”, ma viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Come funziona il meccanismo delle detrazioni fiscali: 2 esempi

Esempio1: impianto famigliare
Per il classico impianto fotovoltaico domestico da 4 Kw che oggi arriva a costare 6.000 euro “chiavi in mano” + IVA al 10% (prezzi trovati in rete), si può recuperare annualmente dalle dichiarazioni dei redditi dei prossimi 10 anni, 330 euro. Cioè: la restituzione di 3.300 euro (il 50% di 6mila euro+iva) in 10 anni. La “restituzione” di questo importo avviene tramite detrazione fiscale Irpef: una sorta di sconto sulle tasse degli anni successivi.

La detrazione si applica in riferimento all’intera fattura, comprensiva di Iva.

Esempio2: impianto condominiale
Ipotizziamo di realizzare un impianto fotovoltaico condominiale con una spesa totale di 30.000 euro inclusa IVA al 10% (l’impianto sarà di circa 15-20 Kw di potenza, circa 150-200 metri quadrati di superficie e produzione pari a circa 20-25mila kwh/anno).
Il condominio può recuperare col meccanismo delle detrazioni fiscali Irpef 15mila euro in 10 anni. Quindi potrà beneficiare complessivamente di 1.500 euro/anno di detrazioni fiscali. Queste 1.500 euro l’anno saranno poi suddivise tra i condòmini in ulteriori quote millesimali, con gli stessi criteri delle normali spese condominiali.

Ovviamente il requisito fondamentale per beneficiare del vantaggio fiscale è avere un reddito sufficiente “a coprire” tali detrazioni: se un anno devo pagare 1.200 euro di Irpef, ed ho diritto a detrarre 1.500 euro, la differenza di 300 euro non può essere messa a credito. Su queste 300 euro residuali perdo quindi il beneficio della detrazione. Per usare un termine più “tecnico”: chi usufruisce delle detrazioni fiscali deve avere sufficiente “capienza di reddito”.
Per usare parole più semplici: per beneficiare delle detrazioni fiscali per un piccolo impianto fotovoltaico devo avere un minimo di reddito imponibile Irpef.

Chi può accedere alle detrazioni IRPEF del 50%

Possono accedere alla detrazione non solo i proprietari degli immobili sui quali vengono realizzati gli impianti, ma anche gli inquilini o i comodatari. La regola generale è: “chi paga, detrae”. Nello specifico:

il proprietario o il nudo proprietario
il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
l’inquilino o il comodatario
i soci di cooperative divise e indivise
i soci delle società semplici
gli imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

Le aziende possono sfruttare le detrazioni fiscali per mettere il fotovoltaico sul tetto?

No. Aziende, società, attività commerciali non beneficiano di questo tipo di sgravio fiscale per ristrutturazioni e fotovoltaico, ma hanno accesso al super ammortamento al 140%. Alle aziende, oggi, conviene mettere il fotovoltaico sfruttando ‘in proprio’ gran parte della produzione di energia per il proprio fabbisogno. Cioè: alle aziende conviene mettere il fotovoltaico nella misura in cui riescono a tagliare in maniera decisiva le bollette elettriche.

Le aziende possono portare il fotovoltaico, se qualificato come bene “mobile”, in ammortamento come bene strumentale all’attività. La gran parte degli impianti aziendali sono qualificati come “beni mobili” e assimilati a beni strumentali all’attività. Dal 2016 le aziende hanno la possibilità di sfruttare il super-ammortamento al 140% inserendo il fotovoltaico tra le spese aziendali deducibili (attenzione: “deduzione” è diverso da “detrazione”).

L’impianto, però, deve essere qualificato come bene “mobile” e non bene immobile. Per sapere quando un impianto sia considerato “bene mobile” o “bene immobile” si fa riferimento alla circolare 36/E (del 19 dicembre 2013) dell’Agenzia Entrate. Semplificando molto possiamo dire che solo gli impianti molto grandi, sopra le diverse centinaia di kWp di potenza, sono considerati beni immobili. Tutti gli altri sono “beni mobili” e beneficiano, quindi, del super-ammortamento.

Cosa fare per richiedere la detrazione fiscale

Per fortuna, negli ultimi anni le procedure burocratiche per richiedere le detrazioni sono state notevolmente semplificate e ridotte.

Per richiedere l’agevolazione fiscale bisogna:

Inviare all’Asl, solo per i casi previsti dalla normativa, l’apposita comunicazione di effettuazione lavori. Per sapere come comportarsi a riguardo rivolgersi all’ufficio tecnico del comune di realizzazione dell’impianto fotovoltaico. Nella gran parte dei casi questa comunicazione non è necessaria.
Pagare i lavori tramite bonifico bancario o postale in cui devono figurare:
– la causale specifica del pagamento, che fa riferimento al decreto legge relativo alle detrazioni fiscali (vedi sotto),
– i dati fiscali del pagante e del ricevente (cioè: l’impresa che effettua i lavori). Nello specifico devono essere indicati: il codice fiscale di chi paga l’impianto fotovoltaico e la partita IVA dell’impresa che effettua i lavori.
Indicare nella dichiarazione dei redditi, oltre a tutti i dati solitamente richiesti, i dati catastali dell’immobile su cui viene realizzato l’impianto fotovoltaico e altra documentazione specifica indicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

In ogni caso maggiori ragguagli sulle modalità di pagamento con bonifico sono reperibili presso gli istituti bancari, molti dei quali hanno moduli già predisposti.

La causale da indicare nel bonifico

Per fruire della detrazione, come detto, i pagamenti tramite bonifico bancario o postale devono contenere una specifica causale. Questa causale deve contenere il riferimento all’articolo 16-bis del Dpr 917/1986. Ecco un esempio di causale:

Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986.
Pagamento fattura n._____ del _________ a favore di _________________
partita Iva n. __________________
Beneficiario della detrazione _______________ codice fiscale _______________________

Per successivi eventuali controlli da parte dell’agenzia delle entrate, inoltre, bisogna conservare:

l’eventuale comunicazione fatta all’Asl,
la domanda di accatastamento (se la casa non è ancora censita al catasto),
ricevute di pagamento dell’IMU, se dovuta,
se si tratta di condominio: delibera di approvazione lavori dell’assemblea di condominio e relativa tabella millesimale di ripartizione delle spese,
dichiarazione del proprietario per il consenso ai lavori,
le autorizzazioni comunali richieste in fase di inizio lavori,

La ritenuta 8% sui bonifici

Quando viene fatto il bonifico bancario o postale l’istituto di credito trattiene l’8%. Questa quota è una “ritenuta a titolo di acconto” dell’imposta sul reddito dell’impresa che installa l’impianto. In altre parole: l’azienda installatrice riceve l’8% in meno della quota pattuita. Questo 8% è di fatto un acconto sulle imposte che dovrà pagare in sede di dichiarazione dei redditi.

Se la casa e l’impianto fotovoltaico vengono venduti prima del tempo, che fine fa la detrazione?

Se la casa sulla quale è installato l’impianto fotovoltaico viene venduta prima che sia trascorso l’intero periodo per fruire della detrazione fiscale, questa viene di norma trasferita al nuovo proprietario, se si tratta di persona fisica. Questo avviene, come indicato dall’agenzia, “salvo diverso accordo tra le parti”.

In altre parole, chi vende casa ha la possibilità di scegliere se continuare ad usufruire degli anni di detrazioni residue o se trasferire tale diritto al nuovo proprietario (che deve essere, ricordiamolo, una persona fisica, non un’azienda o un’ente commerciale).

Se in sede di compravendita non viene specificato nulla in merito, il beneficio della detrazione viene automaticamente trasferito all’acquirente.

Lo stesso principio viene applicato in caso di decesso del proprietario. In questo caso la detrazione per gli anni rimanenti viene fruita da uno o più eredi.

Un ultimo caso che può essere frequente è quello in cui un inquilino, che paga l’affitto, paghi l’installazione dell’impianto e beneficia dello sgravio fiscale.
In questo caso, se dovesse trasferirsi “prima del tempo”, cioè prima dei dieci anni spettanti di detrazione fiscale, continuerà in ogni caso a beneficiare dello sgravio fino al termine dei 10 anni, anche in caso di cambio di residenza

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