detrazioni fiscali

DETRAZIONI FISCALI PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI

 

Gli impianti fotovoltaici realizzati sul tetto di casa, al pari di qualsiasi altra ristrutturazione edilizia, beneficiano di un’interessante agevolazione: le detrazioni fiscali del 50%. La detrazione spetta non solo per moduli e inverter, ma anche per l’eventuale sistema di accumulo installato insieme all’impianto.

Cioè: lo Stato, anzichè darti gli incentivi su tutta l’energia prodotta (come era con le vecchie tariffe incentivanti), ti dà la possibilità, “a conti fatti”, di dimezzare i costi dell’installazione “restituendo” a chi mette il fotovoltaico la metà delle spese sostenute. Attenzione però: la restituzione non avviene con bonifico o con liquidazione monetaria. La restituzione avviene sotto forma, e per mezzo, di sgravi fiscali ripartiti sui 10 anni successivi all’anno di installazione dell’impianto.

Il meccanismo della sgravio fiscale, o meglio: della “detrazione fiscale”, sembra complesso da capire per i non addetti ai lavori, ma in realtà è tutt’altro che difficile capirlo a fondo per poterlo sfruttare a proprio beneficio.

In questo articolo vediamo come funziona la detrazione fiscale per il fotovoltaico installato in ambito domestico-residenziale. Si: in “ambito domestico-residenziale” perchè questo tipo di agevolazione riguarda soltanto le persone fisiche (o condomini o soci di cooperative) contributori Irpef. Niente sgravi di questo tipo, quindi, per il fotovoltaico messo da aziende, società o attività commerciali. Per le aziende c’è la possibilità, dal 2016, di sfruttare il super ammortamento del 140% nel caso in cui l’impianto sia qualificato come bene “mobile”. Una nota dell’agenzia delle entrate aveva chiarito la questione: praticamente gran parte delle aziende possono beneficare del superammortamento del 140% sull’installazione del proprio impianto fotovoltaico. Il super ammortamento riguarda gli impianti fotovoltaici qualificati come beni “mobili” (che hanno coefficiente di ammortamento ordinario del 9%) mentre quelli assimilati agli immobili ne saranno esclusi (avendo coefficiente di ammortamento del 4%, inferiore alla soglia del 6,5%). Per approfondire sul super ammortamento: circolare Agenzia Entrate n. 4/E 30/03/2017.

Chi installa un impianto fotovoltaico, dunque, può usufruire delle detrazioni fiscali IRPEF per recuperare il 50% delle spese sostenute per la realizzazione dell’impianto. Lo sgravio fiscale pari al 50% delle spese rimane in vigore, a seguito di una ulteriore proroga, fino al 31 dicembre 2018.

Dopo questa scadenza la detrazione non scomparirà, ma potrebbe tornare ad essere del 36% come era prima quella riservata alle ristrutturazioni ed ai recuperi edilizi in ambito domestico.

La detrazione fiscale del 50% non è da confondere con quella del 65%

Queste detrazioni del 50%, che sono volte a sostenere le ristrutturazioni ed il fotovoltaico domestico, non sono da confondersi con le detrazioni fiscali del 65% (ex 55%) per il risparmio energetico. Queste del 65% valgono per gli impianti solari termici (no fotovoltaici) per la produzione di acqua calda e per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici (isolamenti, coibentazioni, serramenti, infissi, caldaie, pompe di calore, pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, ecc…).

In questo caso chi effettua i lavori per il risparmio energetico, dopo aver comprovato i lavori con una certificazione energetica, ha la possibilità di recuperare in 10 anni ben il 65% dei costi sostenuti, fino ad un massimo di 100 mila euro.

Dal 2016 anche gli interventi di Domotica beneficiano degli sgravi fiscali al 65 percento.

 

Come funzionano le detrazioni fiscali per impianti fotovoltaici

Vediamo come funziona nei dettagli il meccanismo di questo interessante sgravio fiscale.
Le detrazioni fiscali IRPEF previste per gli impianti fotovoltaici rientrano nel regime di detrazioni più generale previsto per tutti i “lavori di ristrutturazione e recupero edilizio”. Il fotovoltaico rientra tra le tipologie di interventi riconosciuti validi ai fini delle detrazioni fiscali 50 per cento IRPEF.

Per intenderci: le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, non ci sono da quest’anno. Ci sono da molto più tempo: si tratta delle detrazioni che fino a qualche anno fa molti conoscevano come “detrazioni del 36% per il recupero edilizio”. Dal 2013 la quote detraibile è passata dal 36% al 50% ed ogni anno è stata oggetto di proroga, fino all’anno in corso.

Quali sono le certezze in tema di sgravi fiscali e fotovoltaico?

detrazioni fiscali fotovoltaico

Sono quattro:

1) le detrazioni al 50% possono riguardare anche le realizzazioni degli impianti fotovoltaici domestici fino a 20 kW di potenza;

2) lo sgravio vale anche per chi installa i sistemi di accumulo su case già esistenti (si tratta, infatti, di interventi di efficientamento o ristrutturazione);

3) lo sgravio vale anche per gli impianti fotovoltaici nei condomini. In questo caso costi e benefici vengono ripartiti in millesimi, in base alla quote di proprietà dei condòmini. Questo nel caso in cui si tratta di impianti al servizio di utenze comuni;

4) per gli immobili a prevalente uso abitativo al beneficio delle detrazioni fiscali Irpef si aggiunge il beneficio dell’IVA agevolata al 10% anzichè al 22%.

Quindi, tutti coloro che hanno intenzione di realizzare un impianto fotovoltaico entro il 31 dicembre 2018, oltre a pagare l’IVA al 10% (come di consueto), possono detrarre dalle imposte IRPEF il 50% dei costi di realizzazione per i prossimi 10 anni, fino ad un massimo di 96.000 euro di spesa, inclusi altri eventuali lavori di ristrutturazione. La soglia dei 96mila euro è dunque il massimale detraibile.

Se si considera il solo fotovoltaico con o senza un sistema di accumulo a batterie, il massimale è più che sufficiente ad inglobare i costi di realizzazione di un impianto. Considerando il fatto che, in ogni caso, le detrazione è fruibile per tutti gli impianti fotovoltaici che non superano i 20 kw di potenza. Tutti gli impianti sopra ai 20 kw, infatti, vengono in genere considerati al pari di “attività commerciali”. Per questo i medi e grandi impianti non possono accedere a questo tipo di sgravio Irpef, riservato, come detto, ai soli impianti realizzati al servizio di casa o di piccole attività individuali (installati su edifici ad “uso promiscuo”).

In ogni caso la detrazione non viene fruita “tutta e subito”, ma viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Come funziona il meccanismo delle detrazioni fiscali: 2 esempi

Esempio1: impianto famigliare
Per il classico impianto fotovoltaico domestico da 4 Kw che oggi arriva a costare 6.000 euro “chiavi in mano” + IVA al 10% (prezzi trovati in rete), si può recuperare annualmente dalle dichiarazioni dei redditi dei prossimi 10 anni, 330 euro. Cioè: la restituzione di 3.300 euro (il 50% di 6mila euro+iva) in 10 anni. La “restituzione” di questo importo avviene tramite detrazione fiscale Irpef: una sorta di sconto sulle tasse degli anni successivi.

La detrazione si applica in riferimento all’intera fattura, comprensiva di Iva.

Esempio2: impianto condominiale
Ipotizziamo di realizzare un impianto fotovoltaico condominiale con una spesa totale di 30.000 euro inclusa IVA al 10% (l’impianto sarà di circa 15-20 Kw di potenza, circa 150-200 metri quadrati di superficie e produzione pari a circa 20-25mila kwh/anno).
Il condominio può recuperare col meccanismo delle detrazioni fiscali Irpef 15mila euro in 10 anni. Quindi potrà beneficiare complessivamente di 1.500 euro/anno di detrazioni fiscali. Queste 1.500 euro l’anno saranno poi suddivise tra i condòmini in ulteriori quote millesimali, con gli stessi criteri delle normali spese condominiali.

Ovviamente il requisito fondamentale per beneficiare del vantaggio fiscale è avere un reddito sufficiente “a coprire” tali detrazioni: se un anno devo pagare 1.200 euro di Irpef, ed ho diritto a detrarre 1.500 euro, la differenza di 300 euro non può essere messa a credito. Su queste 300 euro residuali perdo quindi il beneficio della detrazione. Per usare un termine più “tecnico”: chi usufruisce delle detrazioni fiscali deve avere sufficiente “capienza di reddito”.
Per usare parole più semplici: per beneficiare delle detrazioni fiscali per un piccolo impianto fotovoltaico devo avere un minimo di reddito imponibile Irpef.

Chi può accedere alle detrazioni IRPEF del 50%

Possono accedere alla detrazione non solo i proprietari degli immobili sui quali vengono realizzati gli impianti, ma anche gli inquilini o i comodatari. La regola generale è: “chi paga, detrae”. Nello specifico:

il proprietario o il nudo proprietario
il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
l’inquilino o il comodatario
i soci di cooperative divise e indivise
i soci delle società semplici
gli imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

Le aziende possono sfruttare le detrazioni fiscali per mettere il fotovoltaico sul tetto?

No. Aziende, società, attività commerciali non beneficiano di questo tipo di sgravio fiscale per ristrutturazioni e fotovoltaico, ma hanno accesso al super ammortamento al 140%. Alle aziende, oggi, conviene mettere il fotovoltaico sfruttando ‘in proprio’ gran parte della produzione di energia per il proprio fabbisogno. Cioè: alle aziende conviene mettere il fotovoltaico nella misura in cui riescono a tagliare in maniera decisiva le bollette elettriche.

Le aziende possono portare il fotovoltaico, se qualificato come bene “mobile”, in ammortamento come bene strumentale all’attività. La gran parte degli impianti aziendali sono qualificati come “beni mobili” e assimilati a beni strumentali all’attività. Dal 2016 le aziende hanno la possibilità di sfruttare il super-ammortamento al 140% inserendo il fotovoltaico tra le spese aziendali deducibili (attenzione: “deduzione” è diverso da “detrazione”).

L’impianto, però, deve essere qualificato come bene “mobile” e non bene immobile. Per sapere quando un impianto sia considerato “bene mobile” o “bene immobile” si fa riferimento alla circolare 36/E (del 19 dicembre 2013) dell’Agenzia Entrate. Semplificando molto possiamo dire che solo gli impianti molto grandi, sopra le diverse centinaia di kWp di potenza, sono considerati beni immobili. Tutti gli altri sono “beni mobili” e beneficiano, quindi, del super-ammortamento.

Cosa fare per richiedere la detrazione fiscale

Per fortuna, negli ultimi anni le procedure burocratiche per richiedere le detrazioni sono state notevolmente semplificate e ridotte.

Per richiedere l’agevolazione fiscale bisogna:

Inviare all’Asl, solo per i casi previsti dalla normativa, l’apposita comunicazione di effettuazione lavori. Per sapere come comportarsi a riguardo rivolgersi all’ufficio tecnico del comune di realizzazione dell’impianto fotovoltaico. Nella gran parte dei casi questa comunicazione non è necessaria.
Pagare i lavori tramite bonifico bancario o postale in cui devono figurare:
– la causale specifica del pagamento, che fa riferimento al decreto legge relativo alle detrazioni fiscali (vedi sotto),
– i dati fiscali del pagante e del ricevente (cioè: l’impresa che effettua i lavori). Nello specifico devono essere indicati: il codice fiscale di chi paga l’impianto fotovoltaico e la partita IVA dell’impresa che effettua i lavori.
Indicare nella dichiarazione dei redditi, oltre a tutti i dati solitamente richiesti, i dati catastali dell’immobile su cui viene realizzato l’impianto fotovoltaico e altra documentazione specifica indicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

In ogni caso maggiori ragguagli sulle modalità di pagamento con bonifico sono reperibili presso gli istituti bancari, molti dei quali hanno moduli già predisposti.

La causale da indicare nel bonifico

Per fruire della detrazione, come detto, i pagamenti tramite bonifico bancario o postale devono contenere una specifica causale. Questa causale deve contenere il riferimento all’articolo 16-bis del Dpr 917/1986. Ecco un esempio di causale:

Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986.
Pagamento fattura n._____ del _________ a favore di _________________
partita Iva n. __________________
Beneficiario della detrazione _______________ codice fiscale _______________________

Per successivi eventuali controlli da parte dell’agenzia delle entrate, inoltre, bisogna conservare:

l’eventuale comunicazione fatta all’Asl,
la domanda di accatastamento (se la casa non è ancora censita al catasto),
ricevute di pagamento dell’IMU, se dovuta,
se si tratta di condominio: delibera di approvazione lavori dell’assemblea di condominio e relativa tabella millesimale di ripartizione delle spese,
dichiarazione del proprietario per il consenso ai lavori,
le autorizzazioni comunali richieste in fase di inizio lavori,

La ritenuta 8% sui bonifici

Quando viene fatto il bonifico bancario o postale l’istituto di credito trattiene l’8%. Questa quota è una “ritenuta a titolo di acconto” dell’imposta sul reddito dell’impresa che installa l’impianto. In altre parole: l’azienda installatrice riceve l’8% in meno della quota pattuita. Questo 8% è di fatto un acconto sulle imposte che dovrà pagare in sede di dichiarazione dei redditi.

Se la casa e l’impianto fotovoltaico vengono venduti prima del tempo, che fine fa la detrazione?

Se la casa sulla quale è installato l’impianto fotovoltaico viene venduta prima che sia trascorso l’intero periodo per fruire della detrazione fiscale, questa viene di norma trasferita al nuovo proprietario, se si tratta di persona fisica. Questo avviene, come indicato dall’agenzia, “salvo diverso accordo tra le parti”.

In altre parole, chi vende casa ha la possibilità di scegliere se continuare ad usufruire degli anni di detrazioni residue o se trasferire tale diritto al nuovo proprietario (che deve essere, ricordiamolo, una persona fisica, non un’azienda o un’ente commerciale).

Se in sede di compravendita non viene specificato nulla in merito, il beneficio della detrazione viene automaticamente trasferito all’acquirente.

Lo stesso principio viene applicato in caso di decesso del proprietario. In questo caso la detrazione per gli anni rimanenti viene fruita da uno o più eredi.

Un ultimo caso che può essere frequente è quello in cui un inquilino, che paga l’affitto, paghi l’installazione dell’impianto e beneficia dello sgravio fiscale.
In questo caso, se dovesse trasferirsi “prima del tempo”, cioè prima dei dieci anni spettanti di detrazione fiscale, continuerà in ogni caso a beneficiare dello sgravio fino al termine dei 10 anni, anche in caso di cambio di residenza

Pro.Gest di Luca Lullo
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bonus fiscali 2

BONUS FISCALI 2018. CONTINUA L’AGEVOLAZIONE SUGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI E ALTRI LAVORI SULLA PROPRIA ABITAZIONE.

Bonus fiscali 2018. Ecco tutte le novità introdotte con la proroga della detrazione fiscale per chi effettua lavori in casa, quali sono le spese ammesse e l’importo dello sconto Irpef. Tra tutte rimane ancora il fotovoltaico.

bonus fiscali

 Bonus fiscali 2018: la proroga delle detrazioni fiscali per chi effettua lavori in casa è ufficiale.

Anche per i lavori in casa effettuati a partire dal 1° gennaio 2018 sarà possibile beneficiare della detrazione Irpef, per un importo pari al 50 per cento delle spese sostenute.

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto importanti novità sui bonus casa per i contribuenti.

In questo articolo ci occuperemo nel dettaglio del bonus ristrutturazioni 2018, analizzando quali sono le agevolazioni previste e prorogate fino al prossimo 31 dicembre per chi effettua lavori in casa.

Le novità previste a partire dal 1° gennaio 2018 sono molte: si va dalla conferma della proroga del bonus ristrutturazioni e mobili, alle nuove aliquote di detrazione per l’Ecobonus per lavori iniziati a partire dal 1° gennaio 2018.

Nel testo della Legge di Bilancio 2018 trova inoltre conferma l’introduzione del bonus verde, ovvero la detrazione del 36% e fino a 5.000 euro di spesa per la cura di giardini e terrazzi privati.

La proroga della detrazione del 50% fino a 96.000 euro di spesa per lavori di ristrutturazione effettuati nel 2018 era particolarmente attesa. Ecco come sarà il bonus ristrutturazioni nel 2018 e quali saranno importo, limite e misura della detrazione fiscale per chi vuole ristrutturare la propria casa.

Bonus fiscali casa 2018, proroga detrazione fiscale ristrutturazioni

La proroga del bonus ristrutturazioni è una delle misure contenute nel testo ufficiale di Legge di Bilancio 2018, in vigore dal 1° gennaio 2018.

Anche per i lavori avviati a partire dal 1° gennaio 2018 e fino al prossimo 31 dicembre sarà possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute ed entro il limite di 96.000 euro di spesa.

A partire dal 1° gennaio 2019 il bonus per lavori di ristrutturazione edilizia tornerà alla misura originaria prevista dall’art. 16-bis del TUIR: la norma originaria prevede una detrazione Irpef pari al 36% delle spese sostenute, fino al limite di 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Con il decreto legge n. 83/2012 è stato, per la prima volta, portato al 50% il bonus ristrutturazioni e a 96.000 euro il tetto di spesa agevolata, seguito da numerose proroghe, ad ultimo quella prevista dalla Legge di Bilancio 2018.

Vediamo di seguito quali sono i lavori per cui spetta il bonus ristrutturazioni nel 2018 e quali gli altri bonus per lavori in casa prorogati con la Legge di Bilancio.

Bonus fiscali ristrutturazioni 2018: per quali lavori spetta

In base a quanto già previsto nella guida dell’Agenzia delle Entrate, il bonus ristrutturazioni 2018 spetta per:

  • lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001);
  • interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001).

bonus fiscali 2

Alcuni esempi di lavori di manutenzione ordinaria per cui è riconosciuto il bonus ristrutturazioni sono i seguenti:

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • interventi finalizzati al risparmio energetico
  • recinzione dell’area privata
  • costruzione di scale interne.

Per ulteriori dettagli i lettori possono consultare la guida dell’Agenzia delle Entrate. Si attendono a tal proposito ulteriori aggiornamenti dopo l’ufficialità della proroga al 2018.

Bonus fiscali casa 2018: detrazione fiscale ristrutturazioni e non solo. Ecco tutte le novità

Quali sono le ulteriori agevolazioni fiscali per la casa attualmente confermate e oggetto di proroga nella Legge di Bilancio 2018?

Anche per quanto riguarda l’Ecobonus al 65%, sono previste delle novità importanti. Nella Legge di Bilancio 2018 è prevista l’applicazione dell’aliquota al 50% per la sostituzione di finestre e infissi e per l’installazione di caldaie.

Nelle ultime modifiche alla Legge di Bilancio viene inoltre confermato che anche per il 2018 sarà possibile beneficiare del bonus mobili, attualmente previsto fino al 31 dicembre 2017. La detrazione sarà pari al 50% della spesa sostenuta ed entro il limite di 10.000 euro.

Bonus fiscali mobili, proroga nella Legge di Bilancio 2018

Tra le novità sugli sconti fiscali per chi effettua lavori in casa vi è la proroga del bonus mobili fino al 31 dicembre 2018. L’agevolazione, in forse fino alla pubblicazione del testo definitivo della Legge di Bilancio 2018, trova ora conferma.

Ne potranno beneficiare i contribuenti che effettuano lavori di ristrutturazione e che acquistano mobili o grandi elettrodomestici di classe pari almeno alla A+.

La detrazione prevista è pari al 50% delle spese sostenute entro il limite di 10.000 euro. Dovrà essere richiesta in dichiarazione dei redditi e verrà ripartita in dieci rate di pari importo.

Attualmente, invece, non ci sono novità sul bonus mobili per le giovani coppie, scaduta e non in vigore nel 2018.

Come cambia l’Ecobonus a partire dal 1° gennaio 2018

Oltre al bonus ristrutturazioni, una delle conferme già preannunciate nel primo testo di Legge di Bilancio 2018 è la proroga dell’Ecobonus anche per i lavori volti a conseguire un risparmio energetico effettuati a partire dal prossimo 1° gennaio.

Tuttavia, le novità sono molte, perché la detrazione Irpef prevista dall’Ecobonus non sarà più pari al 65% per tutti i lavori effettuati ma passerà al 50% per:

  • sostituzione e posa in opera di infissi;
  • sostituzione e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con l’installazione di caldaie a condensazione e a biomassa;
  • installazione schermature solari.

Sempre in tema di agevolazioni introdotte anche con l’obiettivo del rispetto dell’ambiente, a partire dal 1° gennaio 2018 entrerà in vigore il bonus verde, una detrazione fiscale del 36% e per un massimo di 5.000 euro di spesa per chi effettua lavori di manutenzione del verde in spazi privati.

Ecobonus condomini e Sisma bonus anche nel 2018 e fino al 2021

Come già previsto dalla precedente normativa, resteranno anche nel 2018 e fino al 31 dicembre 2021 le detrazioni per lavori di riqualificazione energetica in parti comuni del condominio e il Sisma bonus.

L’Ecobonus condomini, per il quale sono arrivate recentemente istruzioni e novità – con la possibilità di cessione del credito dei condomini incapienti anche a banche e istituti di credito – potrà arrivare fino al 75%.

Il Sisma bonus, per lavori effettuati a partire dal 1° gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2021 sarà del 70%, ovvero dell’80% in caso di riduzione di due classi di rischio. La detrazione sale fino all’85% quando l’intervento è effettuato in

 

 

 

tremonti ambientale

Bonus fiscale retroattivo – Recupera il tuo investimento

BONUS FISCALE RETROATTIVO – “TREMONTI AMBIENTALE”

a. TREMONTI AMBIENTALE (AI SENSI DELLA LEGGE 388/2000): Consulenza per il bonus fiscale retroattivo a favore delle PMI in contabilità ordinaria, soggette all’IRES o IRPEF, che hanno sostenuto investimenti a valenza ambientale nel periodo 2010-2012 (Fotovoltaico – Biomasse – Biogas – Cogenerazione – Geotermia – Minieolico – Minidroelettrico – Eolico – Idroelettrico)

tremonti ambientale

PROSPETTO RIEPILOGATIVO DELL’AGEVOLAZIONE

INVESTIMENTO SOSTENUTO                                    1 MILIONE
COMPONENTE AMBIENTALE CALCOLATA         545.545
VALORE DETASSATO IN UNICO                               545.545
RISPARMI D’IMPOSTA IRES                                      150.000
RISPARMI D’IMPOSTA %                                             15 %

N.B.: Si tratta di un esempio di calcolo esemplificativo ed indicativo relativo ad un soggetto passivo ires (società di capitali). Il singolo caso concreto può portare ad una agevolazione percentuale rispetto all’investimento sostenuto superiore o inferiore rispetto all’esempio qui considerato. Nel caso di investimenti in impianti fotovoltaici, il risparmio d’imposta non può eccedere la soglia del 20% del costo dell’investimento sostenuto ai fini della cumulabilità con la tariffa incentivante prevista rispettivamente dai conti energia II, III e IV.

REQUISITI

1. Riferimenti di legge
Ai sensi della L. 388/2000 e successive modifiche ed integrazioni gli investimenti ambientali, che comprendono gli impianti fotovoltaici, a biogas, a biomassa, di cogenerazione ed eolici, possono fruire delle agevolazioni fiscali previste dalla detassazione del reddito di impresa.

2. Entità dell’agevolazione
L’entità dell’agevolazione viene determinata con l’applicazione dell’approccio incrementale, così come previsto dalla normativa nazionale e comunitaria di riferimento e può variare a seconda delle peculiarità del singolo investimento. L’entità dell’agevolazione viene inoltre limitata, ad es. per investimenti in impianti fotovoltaici, dai rispettivi cont energia II – III e IV nella misura massima del 20% dell’investimento sostenuto.

3. Requisiti per l’accesso all’agevolazione
Sono agevolabili gli investimenti realizzati negli anni 2009-2012, da PMI in regime di contabilità ordinaria che determinano ordinariamente le imposte ires o irpef. Si intendono agevolabili tutti gli investimenti avviati prima del 26/06/2012 anche se conclusi successivamente.

4. Modalità di fruizione dell’agevolazione
L’agevolazione può essere ottenuta automaticamente attraverso la presentazione del modello di dichiarazione Unico ovvero attraverso apposita istanza di rimborso relativa alle imposte già versate.

5. Termine
Il termine, così come la modalità di ottenimento dell’agevolazione dipende dalla data di sostenimento dell’investimento.

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I requisiti per accedere alla detassazione:

La norma è rivolta alle PMI in regime di contabilità ordinaria.

La procedura prevede:

– La presentazione di una perizia tecnica sulla valenza ambientale dell’impianto da energie rinnovabili, predisposta dai nostri     professionisti.
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– L’invio di una comunicazione al MISE.
– La presentazione del modello unico integrativo.

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ELENCO DEI DOCUMENTI NECESSARI:

A) DOCUMENTI FISCALI:

1) Libro dei beni ammortizzabili
(stralcio inerente l’impianto fotovoltaico, se di proprietà)
2) Bilancio e nota integrativa, dell’anno di installazione dell’impianto fotovoltaico
3) Contratto di assicurazione, se stipulato
(Indicazione del premio annuo e/o copia del contratto)
4) Contratto di manutenzione, se stipulato
(Indicazione del canone annuo e/o copia del contratto)
5) Contratto diritto di superficie / locazione del lastrico solare o dell’area, se stipulato
(Indicare il canone annuo di locazione del lastrico/diritto di superficie e/o copia del contratto)
6) Copia del contratto di finanziamento / mutuo / leasing, se stipulato
7) In caso di finanziamento mediante leasing, definizione dei singoli S.A.L.
(fornire le rate di fatturazione da parte dell’installatore alla società di leasing)
8) Copia della visura camerale
9) Copia del documento di identità del Legale Rappresentante
10) Indicazione dei contributi c/interesse o c/capitale percepiti in relazione all’impianto
(fornire copia dei documenti)
11) Bollette del fornitore di energia elettrica, se regime di scambio sul posto/ritiro dedicato
(fornire copia della bolletta di novembre-dicembre 2013 e novembre-dicembre 2014)

B) DOCUMENTI TECNICI:

1) Scheda tecnica finale di impianto consegnata al GSE
2) Verbale di installazione contatori rilasciato dal Distributore il giorno dell’allaccio
3) Relazione tecnica generale di impianto, redatta dal progettista/installatore
4) Lettera/convenzione GSE con indicazione della tariffa incentivante
5) Dichiarazioni di consumo inviate all’Agenzia delle Dogane relative all’energia
elettrica prodotta dall’impianto / immessa in rete, dall’anno dell’allaccio al 2014
6) Copia completa del registro dell’Agenzia delle Dogane dell’anno 2014, se previsto

detrazione fiscale

Detrazione fiscale impianti fotovoltaici: incentivi per le aziende.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito la natura degli impianti fotovoltaici come “beni mobili”. Per essi puo’ scattare una detrazione fiscale fino al 40%.

Ridurre l’inquinamento, incrementare il risparmio e orientarsi verso una sostenibilità ambientale. Sono tanti i motivi per cui un’azienda decide di utilizzare energie rinnovabili e introdurre una nuova filosofia imprenditoriale.

Le buone notizie sono arrivate quando l’Eurostat ha pubblicato dei dati che premiano il nostro Paese nella produzione di energia pulita. Ma bisogna fare di più. L’Agenzia delle Entrate ha stabilito alcune detrazioni fiscali per rinnovabili, introdotte per incentivare le imprese a orientarsi verso uno sviluppo sostenibile.

La circolare emessa dall’Agenzia delle Entrate rappresenta una vera e propria rivoluzione nel campo delle energie rinnovabili, perché incentiva le aziende a sposare sempre di più concetti ecosostenibili. Il documento definisce in maniera chiara la natura degli impianti rinnovabili. In particolar modo, gli impianti fotovoltaici vengono ricollocati tra i beni mobili.
Qual è la buona notizia?

Rientrando nella categoria di beni mobili, gli impianti fotovoltaici possono essere soggetti ad ammortamento. Questo cambio di rotta verso una maggiore promozione delle fonti rinnovabili, è avvenuto con la legge bilancio del 2017. La normativa ha introdotto nuovi incentivi che sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2017.

Gli impianti fotovoltaici sono considerati come materia unitaria e, poiché nella tabella ministeriale non è previsto alcuna percentuale di ammortamento specifico, ad essi si applicano gli stessi principi di detrazione fiscale che vengono utilizzati per beni appartenenti ad altri settori produttivi con caratteristiche simili. Seguendo questo filone, gli impianti fotovoltaici sono considerati equiparabili alle centrali termoelettriche e, quindi, viene applicato il 9% di detrazione fiscale.

Prima della pubblicazione della circolare da parte dell’Agenzia delle Entrate, gli impianti fotovoltaici erano considerati “beni immobili”. Rientravano nella voce “Fabbricati”, per cui era previsto una detrazione fiscale pari al 4%. Adesso sono stati collocati nella voce Impianti e Macchinari per cui la percentuale di ammortamento equivale al 9%.

Grazie alla legge di stabilità del 2016, le aziende possono accedere a un super-ammortamento che consente di dedurre i costi sostenuti per la realizzazione dell’impianto, aumentati del 40%.In sostanza, l’azienda ha un risparmio quasi della metà per la realizzazione dell’impianto e a questo si aggiunge il risparmio evidente che si registra nella bolletta della stessa società.

Se anche tu hai una società e vuoi modificare la tua politica imprenditoriale verso una maggiore attenzione per l’ambiente, consulta il nostro Tecnico Lullo Marco  e verifica le detrazioni che potresti avere nel caso in cui tu decida di installare un impianto fotovoltaico.

Contattaci per maggiori informazioni, per un pacchetto completo che va dalla progettazione alla realizzazione, attivazione, verifiche annuali obbligatorie, burocrazia e manutenzione dell’impianto.

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Approfondisci la circolare N.4/E del 30/03/2017 dell’Agenzia delle Entrate.

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PROTEZIONE INTERFACCIA: OBBLIGO VERIFICA.

MANCA LA VERIFICA? RISCHI LA SOSPENSIONE INCENTIVO.

Nel caso di un controllo del GSE (Gestiore del Servizio Elettrico) ove MANCA LA VERIFICA DELLA PROTEZIONE INTERFACCIA EL’ANNOTAZIONE SU REGISTRO  quest’ultimo provvederà alla sospensione degli incentivi se non si eseguono le dovute verifiche periodiche.

Riassumendo la verifica protezione interfaccia va così gestita:

  1. Per gli impianti al di sopra degli 11,08 kWp  che abbiano interfaccia fra rete e impianto esterna all’inverter è obbligatorio un controllo quinquennale sulla protezione di interfaccia. La verifica va effettuata da parte di un  tecnico specializzato con cassetta prova relè. Lo stesso provvederà alla relativa comunicazione al distributore di rete.

N.B. obbligo di tenere un registro su cui annotare ogni anno la verifica di funzionamento e visiva delle tarature .

  1. Per i proprietari di impianti <11,08 kWp, o che abbiano l’interfaccia integrata nell’inverter, è obbligatoria, almeno una volta all’anno, la manutenzione e il controllo dell’interruzione della fornitura alla rete  da parte dell’inverter in caso di malfunzionamento, usando la funzione autotest,  senza comunicazione al distributore di rete.

 N.B. obbligo di tenere un registro su cui annotare ogni anno la verifica di funzionamento e visiva delle tarature .

 

cassetta prova protezione interfaccia

Cassetta prova protezione interfaccia

 

 SE NON HAI ANCORA PROVVEDUTO ALLA VERIFICA PERIODICA SULLA PROTEZIONE DI INTERFACCIA, METTITI IN REGOLA E RICHIEDICI UN PREVENTIVO!

TERMOCAMERA

CONTROLLA LO STATO DEI TUOI PANNELLI FOTOVOLTAICI CON IL DRONE

Pro.Gest insiste da sempre sull’importanza del controllo dei pannelli fotovoltaici in quanto le problematiche dovute al mal funzionamento di questi può causare numerosi danni.

Per tale ragione rimandiamo all’articolo http://www.progest-imola.it/manutenzione-impianto-fotovoltaico/.

Grazie all’utilizzo del drone “Urano69” dotato di TERMOCAMERA è possibile effettuare un controllo preciso di ogni cella e prevenire così i possibili danni!

Questa operazione oggi ha un costo vantaggioso, comunicaci la potenza del Tuo impianto e richiedici un preventivo per scoprire l’offerta su misura per te!

Cosa aspetti? Contattaci al numero 388 6938655 o scrivici alla E-mail info@progest-imola.it!

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Verifiche protezioni interfaccia: periodicità, modalità e conseguenze

OGGETTO: periodicità e modalità di verifica periodica di SPG e SPI 

P.S. Nel caso di un controllo del GSE (Gestiore di Rete Elettrica) ove le seguenti tempistiche non sono rispettate quest’ultimo provvederà alla sospensione degli incentivi.

Pro.Gest in collaborazione con il tecnico Lullo Marco si occuperà delle suddette verifiche nel rispetto delle tempistiche previste. 

A seguito dell’uscita della variante V2 della CEI 0-16 e della nuova edizione della CEI 0-21 riportiamo le periodicità di verifica:

– CEI 0-21 – Impianti allacciati in bassa tensione
Per tutti gli impianti  rientranti nel campo di applicazione della nuova edizione della norma CEI 0-21,  le tempistiche periodiche per la verifica del Sistema di Protezione di Interfaccia (mediante Autotest o Verifica con Cassetta Prova Relè) sono di 5 Anni.

N.B. obbligo di inviare tale verifica al gestore di rete.

 

– CEI 0-16 – Impianti allacciati in Media Tensione
Per gli impianti rientranti nel campo  di applicazione della variante 2 della norma CEI 0-16, le tempistiche per la verifica periodica dei sistemi di protezione SPI ed SPG sono:

  •   Utente Passivo

>    ogni anno verifica di funzionamento e visiva delle tarature del SPG (con annotazione sul registro)

> ogni 5 anni verifica del SPG con cassetta prova relè

  •   Utente Attivo

>  ogni anno verifica di funzionamento e visiva delle tarature dei SPG e SPI (con annotazione sul registro)

ogni 5 anni verifica dei SPG e SPI con cassetta prova relè

N.B. obbligo di inviare il certificato della verifica con cassetta prova relè e del registro annuale al gestore di rete.

Contattaci al 339 4394879 o il tecnico Lullo p.i. Marco al 339 2613205!

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Previeni il rischio d’incendio del tuo impianto fotovoltaico

Le installazioni di impianti fotovoltaici negli ultimi anni sono aumentati esponenzialmente.

Il motivo è legato soprattutto alla politica di incentivi statali che ha reso interessante economicamente l’installazione di questi impianti. (Per i vantaggi legati all’installazione di impianto fotovoltaico consigliamo la lettura: http://www.progest-imola.it/installare-impianto-fotovoltaico-conviene/ ).

Non bisogna però lasciare in secondo piano la manutenzione che successivamente all’installazione è fondamentale per prevenire onerosi guasti, qui vogliamo parlare in particolare di un rischio di cui negli ultimi tempi sentiamo molto parlare: il rischio di incendio.

Ciò premesso, i principali rischi dal punto di vista della prevenzione degli incendi sono:progettazione-impianto-fotovoltaico

Un primo rischio è quello di arco elettrico, viste le tensioni  in atto. La questione dei cablaggi è sottovalutata e le connessioni lente pare siano una delle cause di incendio più comuni nel caso di incendi di impianti fotovoltaici.

Un secondo rischio è legato all’inverter che, come tutti gli apparecchi di questo tipo, può surriscaldarsi: e, se il suo sistema di raffreddamento non è stato correttamente dimensionato, può costituire fonte di innesco.

C’è poi il rischio dovuto al fenomeno “hot spot”, ovvero al riscaldamento localizzato, dovuto al mal funzionamento dei pannelli. (Rimandiamo all’articolo: http://www.progest-imola.it/manutenzione-impianto-fotovoltaico/) .

 

Un po’ di cronaca a riguardo:

Provincia di Forlì. Incendio di pannelli installati sul tetto di un allevamento di maiali, morti in molte centinaia.

Provincia di Varese. Incendio di pannelli posizionati sul tetto di una casa di riposo per anziani. Lievi danni, anziani evacuati dai Vigili del Fuoco, nessuna vittima.

Provincia di Piacenza. Impianto fotovoltaico in corso di installazione sul tetto di un deposito di merci varie; incendio nato dai cavi elettrici dell’impianto. Nessuna vittima. Danni alla merce contenuta nell’edificio sottostante.

Provincia di Udine. Incendio dell’inverter di un impianto fotovoltaico posizionato sul tetto, poi propagatosi all’ambiente sottostante, un locale di pubblico spettacolo in quel momento vuoto. Ambiente completamente distrutto, edificio inagibile, nessuna vittima.

Provincia di Napoli. Incendio di una cereria partito dall’impianto fotovoltaico posizionato sul tetto. Alcune persone lievemente intossicate, danni estesi all’edificio ed all’attività.

Provincia di Treviso. Incendio della centralina di un impianto fotovoltaico posizionato sul tetto di una abitazione provata. Danni estesi, edificio inagibile, nessuna vittima.

Provincia di Roma. Incendio di un magazzino ad Abano. Guasto ai pannelli fotovoltaici che ha coinvolto anche alcuni apparecchi elettromedicali.

 

PREVENIRE GUASTI DI QUESTA NATURA E’ POSSIBILE:   CLICCA QUI 

Prova relè

OBBLIGO DI VERIFICA PERIODICA DELLE PROTEZIONI DI INTERFACCIA

Il 22 dicembre 2016 è stata pubblicata dall’AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica e Gas)  la delibera 786/2016 che definisce le “Tempistiche per l’applicazione delle nuove disposizioni previste dalla Norma CEI 0-16 e dalla nuova edizione della Norma CEI 0-21, relative agli inverter, ai sistemi di protezione di interfaccia e alle prove per i sistemi di accumulo”.
Questa delibera disciplina le verifiche periodiche dei sistemi di protezione di interfaccia che consistono in una prova delle protezioni di interfaccia di inverter e altri dispositivi con apposite cassette prova relé. Tale prova dovrà essere comunicata al gestore di rete attraverso gli appositi portali informatici.
Le scadenze delle suddette variano a seconda della data di connessione:

  • 30/09/2017 per gli impianti connessi entro il 31/12/2009
  • 31/12/2017 per gli impianti connessi tra il 01/01/2010 e il 30/06/2012
  • 31/03/2018 per gli impianti connessi tra il 01/07/2012 e il 31/07/2016

La mancanza dell’effettuazione delle verifiche entro tali termini comporterà la sospensione degli incentivi.

AFFIDA LA TUA VERIFICA DELLE PROTEZIONI DI INTERFACCIA A NOI!

PRO.GEST è operativa per intervenire ed effettuare gli adeguamenti alle delibere AEEG predisponendo alla fine del lavoro tecnico tutta la documentazione richiesta dal distributore.

Garantiamo la continuità dell’erogazione degli incentivi per il proprio impianto fotovoltaico!

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CONTATTACI!

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EFFETTUA LA MANUTENZIONE DELL’ IMPIANTO FOTOVOLTAICO

Nonostante installare un impianto fotovoltaico sia una decisione che ti soddisfa in quanto hai una fonte di energia pulita, sicura ed efficiente che rispetta l’ambiente e perché vi è un sostanziale risparmio a livello economico,

nel tempo dovrai ricorrere alla manutenzione del tuo impianto fotovoltaico per salvaguardarne l’efficienza!

 

PERCHE’?
Fare la manutenzione dell’impianto fotovoltaico contribuisce a prevenire onerosi blocchi o guasti, il servizio che Pro.Gest offre garantisce la piena funzionalità e il massimo rendimento possibile del sistema.
Precisamente vogliamo prevenire a tre fenomeni che influiscono negativamente sulle prestazioni dei moduli fotovoltaici:

– L’effetto PID che è un problema delle celle fotovoltaiche causato dall’esposizione del sistema ad un potenziale esterno. L’effetto PID risulta essere una delle principali cause di perdita di rendimento (perdita che può raggiungere anche il 50%).

Il fenomeno dell’ Hot-Spot che consiste nell’aumento considerevole della temperatura della cella affetta dal problema con temperature locali che possono  superare i 100°C. 
Il modulo in tali condizioni dovrebbe essere sostituito quanto prima sia per limitare la mancata produzione dell’impianto sia per evitare danneggiamenti superiori da incendio.  (vedi foto di copertina)

 

 

Il mismatching è un fenomeno praticamente presente in tutti gli impianti fotovoltaici. In poche parole i moduli fotovoltaici possono essere usati sia singolarmente sia collegati tra loro in serie e in parallelo formando delle stringhe e dei campi fotovoltaici, il funzionamento elettrico della serie di celle nel caso in cui una cella venisse oscurata, quest’ultima cesserebbe di comportarsi da generatore ma funzionerebbe come un diodo polarizzato inversamente.
Questo comporterebbe il blocco della corrente generata, azzerando l’energia prodotta da tutto il modulo. Nel caso in cui una delle celle sia solo parzialmente oscurata la corrente che
attraversa il modulo è pari a quella che
tale cella produrrebbe se presa singolarmente.



Per far fronte a questi fenomeni Pro.Gest di avvale di uno strumento innovativo, attraverso una camera termografica posizionata sul nostro Sapr (drone).
La termografia sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nell’ambito delle energie rinnovabili.

E’ chiaro quindi perchè è così importante adottare le giuste misure di precauzione per evitare di danneggiare l’intera installazione!
                                   E ALLORA CHE ASPETTI? 
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