La mancanza di assicurazione obbligatoria è diventata l’”arma di distruzione di massa” per colpire gli abusivi che lavorano con il drone senza essere in regola con la normativa Enac. Ormai sono diversi i casi di dronisti che si son visti arrivare multe da molte decine di migliaia di euro.

assicurazione obbligatoria

LA MANCANZA DI ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA NEI DRONI: INDICAZIONI.

Non poche volte è capitato di leggere articoli relativi a salate multe emesse nei confronti di operatori SAPR o semplici aeromodellisti, che sono stati sanzionati (giustamente o meno) dalle forze dell’ordine a causa della mancanza dei requisiti previsti dalla normativa vigente per poter volare . Tra le sanzioni di importo più elevato figurano quelle relative alla mancanza di copertura assicurativa.

Regolamento CE 785/2004.

Come noto, infatti, ai sensi dell’art. 13 del Regolamento Enac “Mezzi aerei a pilotaggio remoto” non è consentito condurre operazioni con un SAPR se non è stata stipulata e in corso di validità un’assicurazione concernente la responsabilità verso terzi, adeguata allo scopo e non inferiore ai massimali stabiliti dal Regolamento CE 785/2004. Il Regolamento, invece, non prevede alcun tipo di obbligo per la mancata assicurazione degli aeromodelli, ossia, per quei droni utilizzati esclusivamente per finalità ricreative e sportive.

Regolamento CE n. 785/2004

A chiudere il cerchio della normativa vigente in tema di assicurazione, ha provveduto il Decreto Legislativo del 6 novembre 2007, n. 197, dal titolo “Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento CE n. 785/2004 relativo ai requisiti assicurativi applicabili ai vettori aerei e agli esercenti di aeromobili“, che ha introdotto multe elevate per il mancato rispetto delle disposizioni in tema di assicurazioni per aeromobili.

Codice della navigazione.

Fuori dai casi di omessa assicurazione obbligatoria, a chi non rispetta i requisiti assicurativi minimi è applicata una sanzione pecuniaria da 30.000 a 60.000 euro, mentre nel caso di contravvenzione di omessa assicurazione obbligatoria il Codice della navigazione (art. 1234 del Codice) prevede la sanzione pecuniaria da 50.000 a 100.000 euro.

Approfondendo..

Fin qui il quadro appare abbastanza chiaro. Le cose si complicano tuttavia, se si va a leggere il Regolamento CE 785/2004. Fino al 2015, all’art. 2, comma 1, lett. b) della versione italiana del Regolamento 785/2004 era previsto che non era richiesta l’assicurazione obbligatoria per tutti gli “aeromobili” con un peso al decollo inferiore ai 20kg. Estendendo tale disciplina ai droni, significava, in buona sostanza, che tutti gli aeromobili a pilotaggio remoto inferiori ai 20kg restavano fuori dal Regolamento CE 785/2004 e non erano, conseguentemente, sanzionabili ai sensi del D.lgs. 197/2007.

Modifiche..

Nel 2015, il Regolamento ha subito una rettifica e sono cambiate le cose. Ed infatti, la parola “aeromobili” è stata sostituita dalla parola “aeromodelli”. In buona sostanza, tale incongruenza è stata eliminata permettendo un’esenzione dall’obbligo assicurativo solo agli aeromodelli di peso massimo al decollo inferiore ai 20kg. Anche a livello assicurativo, pertanto, la separazione aeromobili(droni)/aeromodelli diventa enormemente problematica ed ha conseguenze estremamente importanti. A riguardo, è d’obbligo dire che alcuni dubbi sono quantomeno ammissibili.

Anzitutto, è alquanto strano che, nonostante la competenza degli stati membri dell’Unione Europea per i droni con peso massimo al decollo inferiore ai 150kg, l’obbligo di assicurazione è invece determinato e discplinato da un Regolamento Europeo.

Altra problematica non affrontata è quella relativa agli aeromodelli. Il Regolamento CE 785/2004 ed il Regolamento ENAC, non combaciano perfettamente l’uno con l’altro. Se infatti il primo stabilisce che l’assicurazione è obbligatoria anche per gli aeromodelli superiori ai 20kg, il Regolamento ENAC stabilisce che non è obbligatoria l’assicurazione per tutti gli aeromodelli, e che anzi, ad essi non si applicano le regole del Codice della navigazione (ivi inclusa, ad esempio quella dell’art. 1234 del Codice della navigazione che  stabilisce le sanzioni per la mancata assicurazione).

Terza ed ultima osservazione. È evidente che il Regolamento CE 785/2004 e il D.lgs 197/2007 sono stati scritti e pensati per gli aeromobili tradizionali. L’avvento dei droni ha creato innumerevoli quesiti e problematiche normative, cui si è data risposta estendendo la normativa relativa agli aeromobili tradizionali, senza alcun discernimento. La normativa in tema di assicurazione ne è un classico esempio: ad oggi, ci troveremmo nella situazione incredibile, paradossale e palesemente ingiusta, che ad un drone da 800g venga comminata una sanzione di Euro 100.000,00 per mancata assicurazione.