tremonti ambientale

Bonus fiscale retroattivo – Recupera il tuo investimento

BONUS FISCALE RETROATTIVO – “TREMONTI AMBIENTALE”

a. TREMONTI AMBIENTALE (AI SENSI DELLA LEGGE 388/2000): Consulenza per il bonus fiscale retroattivo a favore delle PMI in contabilità ordinaria, soggette all’IRES o IRPEF, che hanno sostenuto investimenti a valenza ambientale nel periodo 2010-2012 (Fotovoltaico – Biomasse – Biogas – Cogenerazione – Geotermia – Minieolico – Minidroelettrico – Eolico – Idroelettrico)

tremonti ambientale

PROSPETTO RIEPILOGATIVO DELL’AGEVOLAZIONE

INVESTIMENTO SOSTENUTO                                    1 MILIONE
COMPONENTE AMBIENTALE CALCOLATA         545.545
VALORE DETASSATO IN UNICO                               545.545
RISPARMI D’IMPOSTA IRES                                      150.000
RISPARMI D’IMPOSTA %                                             15 %

N.B.: Si tratta di un esempio di calcolo esemplificativo ed indicativo relativo ad un soggetto passivo ires (società di capitali). Il singolo caso concreto può portare ad una agevolazione percentuale rispetto all’investimento sostenuto superiore o inferiore rispetto all’esempio qui considerato. Nel caso di investimenti in impianti fotovoltaici, il risparmio d’imposta non può eccedere la soglia del 20% del costo dell’investimento sostenuto ai fini della cumulabilità con la tariffa incentivante prevista rispettivamente dai conti energia II, III e IV.

REQUISITI

1. Riferimenti di legge
Ai sensi della L. 388/2000 e successive modifiche ed integrazioni gli investimenti ambientali, che comprendono gli impianti fotovoltaici, a biogas, a biomassa, di cogenerazione ed eolici, possono fruire delle agevolazioni fiscali previste dalla detassazione del reddito di impresa.

2. Entità dell’agevolazione
L’entità dell’agevolazione viene determinata con l’applicazione dell’approccio incrementale, così come previsto dalla normativa nazionale e comunitaria di riferimento e può variare a seconda delle peculiarità del singolo investimento. L’entità dell’agevolazione viene inoltre limitata, ad es. per investimenti in impianti fotovoltaici, dai rispettivi cont energia II – III e IV nella misura massima del 20% dell’investimento sostenuto.

3. Requisiti per l’accesso all’agevolazione
Sono agevolabili gli investimenti realizzati negli anni 2009-2012, da PMI in regime di contabilità ordinaria che determinano ordinariamente le imposte ires o irpef. Si intendono agevolabili tutti gli investimenti avviati prima del 26/06/2012 anche se conclusi successivamente.

4. Modalità di fruizione dell’agevolazione
L’agevolazione può essere ottenuta automaticamente attraverso la presentazione del modello di dichiarazione Unico ovvero attraverso apposita istanza di rimborso relativa alle imposte già versate.

5. Termine
Il termine, così come la modalità di ottenimento dell’agevolazione dipende dalla data di sostenimento dell’investimento.

b. CONSULENZA PER OTTIMIZZAZIONE FISCALE NEL SETTORE DELL’ENERGIA RINNOVABILE AD EFFICIENZA ENERGETICA.

Pro.Gest in collaborazione col Tecnico Lullo Marco, vuole essere di aiuto e consulenza per I propri clienti, sia sotto il profilo tecnico che fiscale, contabile, finanziario.
HAI INVESTITO IN IMPIANTI DI PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI (FOTOVOLTAICO – EOLICO – MINIEOLICO – IDROELETTRICO – BIOMASSE – BIOGAS – GEOTERMIA – COGENERAZIONE) DAL 2008 AL 30 GIUGNO 2012?
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I RISPARMI SONO ELEVATI, CIRCA IL 15-20% DEGLI INVESTIMENTI REALIZZATI!

I requisiti per accedere alla detassazione:

La norma è rivolta alle PMI in regime di contabilità ordinaria.

La procedura prevede:

– La presentazione di una perizia tecnica sulla valenza ambientale dell’impianto da energie rinnovabili, predisposta dai nostri     professionisti.
– La modifica delle note integrative con eventuale riapprovazione del bilancio di esercizio, in collaborazione con il commercialista del cliente.
– L’invio di una comunicazione al MISE.
– La presentazione del modello unico integrativo.

LA RICHIESTA DEL BENEFICIO PREVISTO DALLA “TREMONTI AMBIENTE” TI CONSENTE DI RIDURRE LE IMPOSTE O DI RICHIEDERE LA RESTITUZIONE DI QUELLE GIÀ VERSATE, MEDIANTE APPOSITA ISTANZA DI RIMBORSO!
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ELENCO DEI DOCUMENTI NECESSARI:

A) DOCUMENTI FISCALI:

1) Libro dei beni ammortizzabili
(stralcio inerente l’impianto fotovoltaico, se di proprietà)
2) Bilancio e nota integrativa, dell’anno di installazione dell’impianto fotovoltaico
3) Contratto di assicurazione, se stipulato
(Indicazione del premio annuo e/o copia del contratto)
4) Contratto di manutenzione, se stipulato
(Indicazione del canone annuo e/o copia del contratto)
5) Contratto diritto di superficie / locazione del lastrico solare o dell’area, se stipulato
(Indicare il canone annuo di locazione del lastrico/diritto di superficie e/o copia del contratto)
6) Copia del contratto di finanziamento / mutuo / leasing, se stipulato
7) In caso di finanziamento mediante leasing, definizione dei singoli S.A.L.
(fornire le rate di fatturazione da parte dell’installatore alla società di leasing)
8) Copia della visura camerale
9) Copia del documento di identità del Legale Rappresentante
10) Indicazione dei contributi c/interesse o c/capitale percepiti in relazione all’impianto
(fornire copia dei documenti)
11) Bollette del fornitore di energia elettrica, se regime di scambio sul posto/ritiro dedicato
(fornire copia della bolletta di novembre-dicembre 2013 e novembre-dicembre 2014)

B) DOCUMENTI TECNICI:

1) Scheda tecnica finale di impianto consegnata al GSE
2) Verbale di installazione contatori rilasciato dal Distributore il giorno dell’allaccio
3) Relazione tecnica generale di impianto, redatta dal progettista/installatore
4) Lettera/convenzione GSE con indicazione della tariffa incentivante
5) Dichiarazioni di consumo inviate all’Agenzia delle Dogane relative all’energia
elettrica prodotta dall’impianto / immessa in rete, dall’anno dell’allaccio al 2014
6) Copia completa del registro dell’Agenzia delle Dogane dell’anno 2014, se previsto

copertura assicurativa

Assicurazione obbligatoria nei droni: e se non ce l’hai?

La mancanza di assicurazione obbligatoria è diventata l’”arma di distruzione di massa” per colpire gli abusivi che lavorano con il drone senza essere in regola con la normativa Enac. Ormai sono diversi i casi di dronisti che si son visti arrivare multe da molte decine di migliaia di euro.

assicurazione obbligatoria

LA MANCANZA DI ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA NEI DRONI: INDICAZIONI.

Non poche volte è capitato di leggere articoli relativi a salate multe emesse nei confronti di operatori SAPR o semplici aeromodellisti, che sono stati sanzionati (giustamente o meno) dalle forze dell’ordine a causa della mancanza dei requisiti previsti dalla normativa vigente per poter volare . Tra le sanzioni di importo più elevato figurano quelle relative alla mancanza di copertura assicurativa.

Regolamento CE 785/2004.

Come noto, infatti, ai sensi dell’art. 13 del Regolamento Enac “Mezzi aerei a pilotaggio remoto” non è consentito condurre operazioni con un SAPR se non è stata stipulata e in corso di validità un’assicurazione concernente la responsabilità verso terzi, adeguata allo scopo e non inferiore ai massimali stabiliti dal Regolamento CE 785/2004. Il Regolamento, invece, non prevede alcun tipo di obbligo per la mancata assicurazione degli aeromodelli, ossia, per quei droni utilizzati esclusivamente per finalità ricreative e sportive.

Regolamento CE n. 785/2004

A chiudere il cerchio della normativa vigente in tema di assicurazione, ha provveduto il Decreto Legislativo del 6 novembre 2007, n. 197, dal titolo “Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento CE n. 785/2004 relativo ai requisiti assicurativi applicabili ai vettori aerei e agli esercenti di aeromobili“, che ha introdotto multe elevate per il mancato rispetto delle disposizioni in tema di assicurazioni per aeromobili.

Codice della navigazione.

Fuori dai casi di omessa assicurazione obbligatoria, a chi non rispetta i requisiti assicurativi minimi è applicata una sanzione pecuniaria da 30.000 a 60.000 euro, mentre nel caso di contravvenzione di omessa assicurazione obbligatoria il Codice della navigazione (art. 1234 del Codice) prevede la sanzione pecuniaria da 50.000 a 100.000 euro.

Approfondendo..

Fin qui il quadro appare abbastanza chiaro. Le cose si complicano tuttavia, se si va a leggere il Regolamento CE 785/2004. Fino al 2015, all’art. 2, comma 1, lett. b) della versione italiana del Regolamento 785/2004 era previsto che non era richiesta l’assicurazione obbligatoria per tutti gli “aeromobili” con un peso al decollo inferiore ai 20kg. Estendendo tale disciplina ai droni, significava, in buona sostanza, che tutti gli aeromobili a pilotaggio remoto inferiori ai 20kg restavano fuori dal Regolamento CE 785/2004 e non erano, conseguentemente, sanzionabili ai sensi del D.lgs. 197/2007.

Modifiche..

Nel 2015, il Regolamento ha subito una rettifica e sono cambiate le cose. Ed infatti, la parola “aeromobili” è stata sostituita dalla parola “aeromodelli”. In buona sostanza, tale incongruenza è stata eliminata permettendo un’esenzione dall’obbligo assicurativo solo agli aeromodelli di peso massimo al decollo inferiore ai 20kg. Anche a livello assicurativo, pertanto, la separazione aeromobili(droni)/aeromodelli diventa enormemente problematica ed ha conseguenze estremamente importanti. A riguardo, è d’obbligo dire che alcuni dubbi sono quantomeno ammissibili.

Anzitutto, è alquanto strano che, nonostante la competenza degli stati membri dell’Unione Europea per i droni con peso massimo al decollo inferiore ai 150kg, l’obbligo di assicurazione è invece determinato e discplinato da un Regolamento Europeo.

Altra problematica non affrontata è quella relativa agli aeromodelli. Il Regolamento CE 785/2004 ed il Regolamento ENAC, non combaciano perfettamente l’uno con l’altro. Se infatti il primo stabilisce che l’assicurazione è obbligatoria anche per gli aeromodelli superiori ai 20kg, il Regolamento ENAC stabilisce che non è obbligatoria l’assicurazione per tutti gli aeromodelli, e che anzi, ad essi non si applicano le regole del Codice della navigazione (ivi inclusa, ad esempio quella dell’art. 1234 del Codice della navigazione che  stabilisce le sanzioni per la mancata assicurazione).

Terza ed ultima osservazione. È evidente che il Regolamento CE 785/2004 e il D.lgs 197/2007 sono stati scritti e pensati per gli aeromobili tradizionali. L’avvento dei droni ha creato innumerevoli quesiti e problematiche normative, cui si è data risposta estendendo la normativa relativa agli aeromobili tradizionali, senza alcun discernimento. La normativa in tema di assicurazione ne è un classico esempio: ad oggi, ci troveremmo nella situazione incredibile, paradossale e palesemente ingiusta, che ad un drone da 800g venga comminata una sanzione di Euro 100.000,00 per mancata assicurazione.