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PROTEZIONE INTERFACCIA: OBBLIGO VERIFICA.

MANCA LA VERIFICA? RISCHI LA SOSPENSIONE INCENTIVO.

Nel caso di un controllo del GSE (Gestiore del Servizio Elettrico) ove MANCA LA VERIFICA DELLA PROTEZIONE INTERFACCIA EL’ANNOTAZIONE SU REGISTRO  quest’ultimo provvederà alla sospensione degli incentivi se non si eseguono le dovute verifiche periodiche.

Riassumendo la verifica protezione interfaccia va così gestita:

  1. Per gli impianti al di sopra degli 11,08 kWp  che abbiano interfaccia fra rete e impianto esterna all’inverter è obbligatorio un controllo quinquennale sulla protezione di interfaccia. La verifica va effettuata da parte di un  tecnico specializzato con cassetta prova relè. Lo stesso provvederà alla relativa comunicazione al distributore di rete.

N.B. obbligo di tenere un registro su cui annotare ogni anno la verifica di funzionamento e visiva delle tarature .

  1. Per i proprietari di impianti <11,08 kWp, o che abbiano l’interfaccia integrata nell’inverter, è obbligatoria, almeno una volta all’anno, la manutenzione e il controllo dell’interruzione della fornitura alla rete  da parte dell’inverter in caso di malfunzionamento, usando la funzione autotest,  senza comunicazione al distributore di rete.

 N.B. obbligo di tenere un registro su cui annotare ogni anno la verifica di funzionamento e visiva delle tarature .

 

cassetta prova protezione interfaccia

Cassetta prova protezione interfaccia

 

 SE NON HAI ANCORA PROVVEDUTO ALLA VERIFICA PERIODICA SULLA PROTEZIONE DI INTERFACCIA, METTITI IN REGOLA E RICHIEDICI UN PREVENTIVO!

GRANDINATE

CONTROLLA LO STATO DEL TUO TETTO CON IL DRONE

A seguito delle grandinate che si sono presentate negli ultimi mesi consigliamo un controllo dello stato del Vostro tetto.

Noi di Pro.Gest Vi proponiamo l’utilizzo del drone per risparmiare tempo e fatica! Non servono impalcature e operatori che salgano a controllare, il nostro drone “Urano69” è veloce e l’operazione ha un prezzo vantaggioso!

Affrettati! Contattaci al 388 6938655 o scrivi a info@progest-imola.it

TERMOCAMERA

CONTROLLA LO STATO DEI TUOI PANNELLI FOTOVOLTAICI CON IL DRONE

Pro.Gest insiste da sempre sull’importanza del controllo dei pannelli fotovoltaici in quanto le problematiche dovute al mal funzionamento di questi può causare numerosi danni.

Per tale ragione rimandiamo all’articolo http://www.progest-imola.it/manutenzione-impianto-fotovoltaico/.

Grazie all’utilizzo del drone “Urano69” dotato di TERMOCAMERA è possibile effettuare un controllo preciso di ogni cella e prevenire così i possibili danni!

Questa operazione oggi ha un costo vantaggioso, comunicaci la potenza del Tuo impianto e richiedici un preventivo per scoprire l’offerta su misura per te!

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DRONI: Nel 2018 cambia tutto. Arrivano le regole europee

Per i droni ci aspettano novità con il nuovo regolamento europeo destinato a diventare legge per tutti i paesi EASA (Italia compresa) nella seconda metà del 2018

1. Scompare la distinzione tra aeromodelli e droni

Finora, con il regolamento ENAC, gli aeromodelli erano i droni usati per divertimento mentre  SAPR erano i droni usati per qualunque altra cosa che non sia divertimento o sport. Una distinzione artificiosa e illogica, che andrà a morire: iI regolamento EASA annulla questa distinzione, dal 2018 aeromodelli e  droni saranno la stessa cosa, e precisamente UA, Unmanned Aircraft. Sia pure con la possibilità di deroghe per il volo ricreativo, che EASA ritiene possibili grazie al senso di responsabilità dimostrato dagli aeromodellisti nella loro lunga storia, e soprattutto dalla loro riconosciuta capacità di formare in modo autonomo ed efficace i piloti.
Ciò non significa che gli aeromodellisti debbano seguire corsi e prendere attestati, in quanto – e qui sta la vera grande novità dell’euroregolamento – la formazione del pilota dipende da una combinazione tra lo scenario operativo e le caratteristiche del drone (o dell’aeromodello, che come detto sarà un aeromobile a pilotaggio remoto come tutti gli altri).

2. Corsi, titoli e certificazioni dipendono dallo scenario

Mentre finora eravamo di fronte sostanzialmente a tre scenari operativi: volo da diporto e sportivo, operazioni specializzate non critiche e operazioni specializzate critiche, con l’obbligo di aver ottenuto una licenza in una scuola di volo per le ultime due categorie, con l’Europa il quadro si articola sempre in tre categorie, ma questa volta che dipendono dalla distanza tra drone e persone: regole e droni diversi per volare vicino alle persone, lontano dalle persone e sopra le persone. A seconda dello scenario, per poter pilotare il drone può bastare aver semplicemente letto il foglio delle istruzioni del produttore (o nemmeno quello se è autocostruito) oppure può essere necessario aver seguito un corso online con esamino finale oppure aver fatto un corso teorico in un Centro d’Addestramento.

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Nel caso in cui questi parametri non possano essere rispettati, è necessaria una autorizzazione, come succede oggi con le nostre operazioni specializzate critiche.

La cancellazione dello steccato tra aeromodellisti e piloti di SAPR rende molto meno centrale il ruolo della formazione. In moltissimi casi, nello scenario OPEN (droni fino a 25 chili, che sono quelli che interessano a noi) la scuola di volo non è più obbligatoria per lavorare, visto che non esiste più la distinzione tra volo ricreativo e professionale. Per moltissime operazioni (vedilo schema in alto) basta aver superato un questionario online, a volte nemmeno quello: se l’operazione avviene lontano dalle persone a terra basta solo aver letto il foglietto di istruzioni del drone. Solo per volare vicino alle persone con un drone tra 250 e  i 900 grammi serve un patentino teorico (COC). La formazione vera e propria, quella dei centri di addestramento, dunque serve solo per quelle che oggi chiamiamo Operazioni Specializzate Critiche,  quindi quando non si possono rispettare gli scenari dello schema in alto: quindi per esempio riprendere persone a 20 metri di distanza con un drone da due chili. Come nel regolamento ENAC, anche con quello EASA queste operazioni richiedono analisi del rischio e autorizzazione. Ma la grande novità è che l’autorizzazione non la rilascia ENAC e nemmeno EASA, ma è lo stesso pilota, se è titolare di una licenza LUC, che sta per light UAS operator certificate.
Il LUC è dunque opzionale, ma dà veri superpoteri al suo possessore. Il più importante è quello di potersi approvare da sé le operazioni critiche, senza perder tempo e soldi con PEC e tariffe ENAC. Uno sforzo economico, certamente, ma alla lunga si ripaga se si intende usare professionalmente il drone.

 

3. Registrazione obbligatoria di piloti e droni e transponder

Con le nuove regole europee, arriva l’attesa registrazione obbligatoria. Che può riguardare solo il pilota, nel caso usi droni fino a 900 grammi di massa o con un’energia di impatto inferiore a 80 joule, oppure pilota e drone, addirittura con un transponder obbligatorio se si vola in zone che lo richiedono. In questo caso, il transponder deve inviare a terra i dati di registrazione del drone, del suo pilota, la classe a cui appartiene il drone, la quota e le coordinate di volo oltre allo status del geofencing. Sono esentati solo i piccoli droni fino a 250 grammi di massa, purché non abbiano a bordo camere oltre i 5 megapixel per ragioni legate alla protezione della privacy.

4. Arriva il marchio CE. Anzi, ne arrivano ben cinque!

Altra grossa novità dell’euroregolamento è la marchiatura CE per i droni. Che sono suddivisi in cinque classi, da C0 a C4.
C0 è la classe più piccola, fino a 250 grammi di peso, che deve rispettare la normativa europea sui giocattoli o comunque non superare i 24 volt (un pacco da 6 lipo in serie), avere eliche protette e non volare oltre i 50 metri.
C1 è la classe dei droni fino a 900 grammi di peso (per capirci il DJI Mavic ci può star dentro, pesando 750 grammi, mentre il Phantom 4 è tagliato fuori). Il volo deve essere limitato all’altezza di 120 metri (oggi in Italia il limite è 150 per i SAPR e 70 per gli aeromodelli) e la velocità massima non può superare i 18 metri al secondo: un bell’andare, siamo a 65 km/h, ma questo taglia fuori i droni racer. Dovrà avere il transponder integrato nel caso in cui abbia una camera superiore a 5 megapixel o un link di ritorno video. Non deve fare troppo baccano, il massimo è 80 decibel, che è un discreto fracasso, per capirci quello che fa un camion pesante a 1 metro dalle nostre orecchie. Un colpo di pistola sempre a un metro son 140 decibel, tanto per avere un idea. Il voltaggio massimo è 24 volt (un pacco da sei lipo in serie).
C2 è la classe dei droni fino a 4 kg. La tensione massima è sempre 24 volt. Anche per loro la quota deve essere limitata a 120 metri e contrariamente ai C1 devono avere un sistema di geofencing per impedire il volo nelle aree proibite e il terminatore di volo.
C3 sono i droni fino a 25 kg; le caratteristiche sono le stesse del C2, salvo il voltaggio che sale a 48 volt (12 lipo in serie)
C4 infine sono i droni che di fatto non rispettano i precedenti requisiti. Devono comunque pesare meno di 25 kg e per loro in sostanza è richiesto solo che possano volare in modo sicuro e affidabile. Tutti i droni, per tutte le categorie, devono avere istruzioni operative chiare e un un foglio con le regole di sicurezza, privacy, protezione dei dati personali e assicurative. Inoltre è necessario che i droni a marchio CE informino il pilota sullo stato della batteria di bordo.

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Verifiche protezioni interfaccia: periodicità, modalità e conseguenze

OGGETTO: periodicità e modalità di verifica periodica di SPG e SPI 

P.S. Nel caso di un controllo del GSE (Gestiore di Rete Elettrica) ove le seguenti tempistiche non sono rispettate quest’ultimo provvederà alla sospensione degli incentivi.

Pro.Gest in collaborazione con il tecnico Lullo Marco si occuperà delle suddette verifiche nel rispetto delle tempistiche previste. 

A seguito dell’uscita della variante V2 della CEI 0-16 e della nuova edizione della CEI 0-21 riportiamo le periodicità di verifica:

– CEI 0-21 – Impianti allacciati in bassa tensione
Per tutti gli impianti  rientranti nel campo di applicazione della nuova edizione della norma CEI 0-21,  le tempistiche periodiche per la verifica del Sistema di Protezione di Interfaccia (mediante Autotest o Verifica con Cassetta Prova Relè) sono di 5 Anni.

N.B. obbligo di inviare tale verifica al gestore di rete.

 

– CEI 0-16 – Impianti allacciati in Media Tensione
Per gli impianti rientranti nel campo  di applicazione della variante 2 della norma CEI 0-16, le tempistiche per la verifica periodica dei sistemi di protezione SPI ed SPG sono:

  •   Utente Passivo

>    ogni anno verifica di funzionamento e visiva delle tarature del SPG (con annotazione sul registro)

> ogni 5 anni verifica del SPG con cassetta prova relè

  •   Utente Attivo

>  ogni anno verifica di funzionamento e visiva delle tarature dei SPG e SPI (con annotazione sul registro)

ogni 5 anni verifica dei SPG e SPI con cassetta prova relè

N.B. obbligo di inviare il certificato della verifica con cassetta prova relè e del registro annuale al gestore di rete.

Contattaci al 339 4394879 o il tecnico Lullo p.i. Marco al 339 2613205!